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Chiesa di San Francesco

Sorge nel cuore del centro storico dove tutto sa d'antico: i muri delle case in pietra patinata dal tempo, gli archi romanici e gotici delle porte e delle finestre, la “Porta del Morto” che veniva aperta per far uscire il defunto e subito murata, i bassorilievi e le edicole votive. Fu fondata tra il 1255 e il 1263 probabilmente dai diretti discepoli di san Francesco d'Assisi. La facciata asimmetrica presenta uno splendido portale gotico in pietra arenaria del XIV secolo, mentre la cupola e il campanile a seguito di eventi sismici sono stati ricostruiti e terminati solo all’inizio del Novecento. L’interno, a croce latina, trasformato nei secoli XVII e XVIII, rispecchia lo stile neoclassico accademico adottato da numerosi ordini religiosi per modificare le proprie chiese romanico-gotiche.

I Conventuali Francescani se ne andarono durante il periodo napoleonico, subentrarono loro gli Agostiniani nel 1819 portando opere della propria tradizione.

Sopra l’ingresso la settecentesca cantoria accoglie dal 1965 un organo seicentesco proveniente dalla basilica di san Pietro in Vaticano, donato dai tedeschi a papa Leone XIII.

Sopra l’acquasantiera di destra ci sono i resti di un affresco del XIV secolo raffigurante il Volto della Madonna.

Il primo altare di sinistra, voluto dalla Corporazione dei Falegnami e Muratori, custodisce la tela della Sosta della Santa Famiglia nella fuga in Egitto di Giovanni Antonio Scaramuccia (1580-1650) di Perugia.

La nicchia del secondo altare di sinistra racchiude la statua di San Nicola da Tolentino in legno intagliato, dipinto e dorato, datata 1685. Fu decorata da Giovanni Francesco Ferri, nonno dell’omonimo pittore pergolese attivo nel corso del Settecento.

Il terzo altare di sinistra ospita la statua devozionale dell’Addolorata.

Il quarto altare di sinistra conserva la tela della Madonna della Cintura e Santi Agostiniani attribuita al senigalliese Giovanni Anastasi (1623-1704).

Il transetto di sinistra sull’altare ligneo presenta la tela della Madonna del Cingolo e Santi Francescani della Scuola di Federico Barocci attribuita ad Antonio Viviani detto il Sordo (1560-1620) di Urbino. Sulla destra Sant’Antonio di Padova, tela di Giovanni Francesco Ferri (1701-1775). Sulla parete sinistra è stata collocata la tela raffigurante San Francesco riceve le Stigmate della Scuola di Federico Barocci copia dall’originale del maestro custodito nella Galleria Nazionale delle Marche di Palazzo Ducale a Urbino. Sulla parete destra è custodita la tela di Domenico Corvi (1721-1803) di Viterbo, San Giovanni Evangelista a Patmos.

Il presbiterio presenta l’altare maggiore marmoreo voluto dal nobile Bernardino Antonelli nel 1621. Custodisce la statua in legno policromo della Immacolata Concezione, datata 1692, commissionata da Arsenio Guazzugli, scolpita da Jacopo Piazzetta (1640-1705), padre del ben più noto pittore veneziano Giambattista Piazzetta (1683-1754), e decorata da Giovanni Francesco Ferri Senior con l'aiuto di Terenzio Terenzi di Orciano. La nicchia è coperta dalla tela centinata della Immacolata Concezione di Giovanni Francesco Ferri (1705-1775). Ai lati dell’altare ci sono due medaglioni in stucco che racchiudono i dipinti della Sacra Famiglia e della Crocifissione di Nazareno Angeletti del 1970. Sulla parete sinistra del presbiterio è presente la preziosa pala della Deposizione e Risurrezione di Cristo, attribuita a Giovanni Battista Ragazzini (1520 ca.-1591 ca.) di Ravenna. Sulla destra, accanto all’ambone, il Crocifisso su tavola del XIV secolo attribuito a Mello da Gubbio, un tempo collocato nel coro dietro l’altare maggiore che presenta affreschi cinquecenteschi. Pitture seicentesche abbelliscono la sacrestia, rappresentano Santi Francescani e scene della vita di Sant’Antonio di Padova. Pregevoli gli arredi, un reliquiario a urna in legno dorato del XVI secolo e una piccola tela raffigurante San Diego d’Alcalà attribuita a Giovanni Francesco Ferri (1701-1775).

Il transetto destro è impreziosito da un grande altare realizzato con marmi pregiati come il Giallo di Siena, il Nero del Belgio, il Diaspro d’Egitto, il Broccatello di Spagna e il Verde Bueven. Fu commissionato dai coniugi pergolesi Alessandro Marini e Clarice Luzi ed eseguito da Giovanni Battista Albertini di Ancona intorno agli anni 1720-1725 su progetto del monaco Domenico Claudi. Custodisce la tela della Annunciazione di Lavinia Fontana (1552-1614) bolognese, figlia del pittore Prospero Fontana. Sotto la mensa è adagiata la settecentesca statua in legno del Cristo Morto che viene portata in processione la sera del Venerdì Santo di ogni anno per le vie della città. Sulla sinistra dell’altare è presente la tela raffigurante gli Angeli con i simboli della passione  attribuita a Giovanni Francesco Ferri (1701-1775).

Nel quarto altare di destra sono esposti una serie di pregevoli reliquiari in legno dorato.

Il terzo altare di destra, con gli stemmi della famiglia Gaugelli e dei Della Rovere, dove oggi troviamo la statua moderna di santa Rita, era un tempo dedicato a sant’Antonio di Padova.

Sul secondo altare di destra si trova la tela della Adorazione dei Pastori di un anonimo pittore seicentesco.

Il primo altare di destra accoglie una tela di Scuola Marchigiana del Seicento, la Gloria della Madonna e Santi.         

Interessanti le raffigurazioni della passione e morte del Cristo nelle quattordici stazioni della Via Crucis del pergolese Pietro Ugolini (1710-1780 ca.) dislocate in più parti della chiesa. 

La chiesa di san Francesco ospitava un tempo un capolavoro dell’arte italiana, la pala della Immacolata Concezione di Carlo Crivelli (1430 ca.-1495 ca.) datata 1492, oggi alla National Gallery di Londra.